Redazionale del 18 Maggio 2012:
.. TRA VARIABILITA' OCEANICHE E SMANIE ANTICICLONICHE..
Di Pierangelo Perelli
L'attuale situazione vede un contesto di normale e pronunciata ondulazione in moto da occidente, peraltro tendente a perdere in mobilità per gli effetti di un rialzo barico
generale di matrice oceano-continentale. La saccatura, semistrozzata, in entrata mediterranea, è all'origine del peggioramento prossimo. La saccatura successiva non può avere lo
stesso destino della precedente perché abilmente frenata dalla rimonta anticiclonica suddetta e da un ridisegno del getto, tutto, o in buona parte, proiettato verso le latitudini
polari. Detta configurazione, associata ad un relativo "omega" blocco su scala continentale, espone, peraltro, il fianco ovest e più debole delle latitudini medie, ad un Atlantico
che, per quanto deviato verso nord in corrispondenza della Groenlandia, continua a spingere anche una diramazione debole verso oriente. L'indebolimento dello stesso promontorio,
deciso a costituire sempre di più una cellula indipendente, staccata e quasi retrograda, alle alte latitudini, può rendere ragione del prevalere successivo, rispetto al flusso
meridiano sud-nord, di un flusso ovest-est delle latitudini medie, in corrispondenza dell'Europa centro-settentrionale…
Redazionale del 12 Maggio 2012:
BRUSCA ALTERNANZA DI SPINTE OPPOSTE..
Di Pierangelo Perelli
La brusca inversione di tendenza in atto è indicativa di una tentativo sub-tropicale africano effimero e sin dall'inizio poco credibile, soggiogato da un Atlantico e da un Jet
Stream decisi a non cedere e ad impedire impantanamenti oceanici o oceanico-iberici. Il disegno a sinistra, riferito alla situazione attuale, indica il promontorio afro-
mediterraneo (linea tratteggiata rossa) di questi ultimi giorni ed indica il flusso dominante che va rapidamente instaurandosi nei prossimi (linea tratteggiata blu). Il cambio di
regime corrisponde anche ad un rapido cambio climatico, e ad un passaggio da un clima semi-estivo ad un clima da inizio primavera.
Peraltro le velleità del contesto zonale non risultano poi cosi decise al punto che non si annunciano elementi di totale certezza neanche per il medesimo ed al punto che le
promesse relative alla possibilità che si instaurino condizioni mobili da westerlies risultano, ad oggi, effettivamente, tutte da decifrare. Intorno alla metà della settimana il
contesto si mostra, in tutto e per tutto, conforme a questa ipotesi, ma occorre fare i conti con un generale, molto probabile, ridisegno della configurazione su scala oceano-
continentale, supportata da affermazioni altopressorie in sedi assai settentrionali. La sacca ad ovest dell'Iberia, è, di fatto, destinata a muovere verso levante ed a produrre
ciclonicità mediterranea ma l'onda successiva non sembra dover seguire lo stesso destino.
La medesima sembra, piuttosto, destinata ad essere inglobata in un quadro anticiclonico associato a forcing di spinta retrogressiva, con sviluppo di estesa vorticità semi-
stazionaria disposta su vicino oceano ed a ridosso dell'Europa occidentale o nord-occidentale. Il disegno a destra schematizza, con le frecce, i flussi a simbolo di questa nuova
situazione, nella quale dominano il quadro la deviazione dello zonale verso settentrione in oceano, il rialzo barico in sede groenlandese-scandinava, il cut-off oceanico-
continentale e, per conseguenza, la rimonta mediterranea dell'africano. Tutti questi elementi rendono, peraltro, l'idea di una situazione evolutiva assai incerta ed dalla
previsionalità assai difficoltosa…
Redazionale del 04 Marzo 2012:
PRIMAVERA IN TEMPORANEA FRENATA..
Di Pierangelo Perelli
L'alta pressione di un primavera tanto invadente quanto effimera decide per un temporaneo ritiro, utile ad aprire il varco del nord-Atlantico e delle relative correnti umide ed instabili. Sull'Europa orientale è attiva una circolazione molto fredda ma il grande corso delle correnti e del Jet Stream non è tale da favorirne un movimento retrogressivo. I forcing sono tutti a favore della infiltrazione nord-oceanica, destinata a scavare un corridoio depressionario lungo l'Europa centrale ed il Mediterraneo, con conseguente ciclogenesi e ritorno ad un respiro di tipo invernale. Da non sottovalutare, infatti, il tipo di circolazione al suolo, che, in questi casi, data la presenza di un alta pressione termica sulla parte nord-orientale del continente, consente un certo richiamo di correnti fredde da levante. Bassa pressione, correnti fredde al suolo da levante e correnti fredde in quota ed al suolo dal nord-Atlantico rappresentano gli ingredienti di una primavera in temporanea frenata e di un certo ritorno a scenari più da tardo inverno (il disegno schematizza la situazione di inizio settimana con le correnti di alta quota rappresentate dalle frecce grandi blu e con le correnti al suolo rappresentate dalla linee bianche e dalle frecce più piccole). La fase, impressa dalla componente nord-occidentale della grande corrente di alta quota, dovrebbe, però, risultare alquanto episodica, giacché incalzata da un incipiente ritorno azzorriano…
Redazionale del 26 Febbraio 2012:
LA CLASSICA STAGIONE DI MEZZO..
Di Pierangelo Perelli
La classica stagione di mezzo è quella che, talora, promette sfolgoranti esplosioni primaverili e che, in altri casi, torna sui suoi passi ed ammette la possibilità di richiami
invernali. Tutto questo rientra nella norma...Il ricordo del grande periodo freddo siberiano è ancora vivo e ci domanda se l'inverno, prima di congedarsi definitivamente, può
ancora essere in grado, nel corso del prossimo mese, di dire la sua. Freddofili e nevolfili, come il sottoscritto, ammetteranno, però, che, un ritorno invernale nel mese di Marzo,
non è propria la stessa cosa rispetto ad un altrettanto analogo episodio in Gennaio o Febbraio. La primavera piace, eccome, anche ai freddofili. E scrutare la possibilità di un
bell'anticiclone di inizio Marzo non risulta poi cosi spiacevole. Ed eccolo, infatti. La circolazione di questo fine mese si abbandona alle velleità di una effimera irruzione,
significativa ma destinata a bel altre zone. Ci pensa proprio l'anticiclone ad allontanarla, fiero di un forcing oceanico che riesce a spingerlo verso levante.. La prima figura a
sinistra da l'idea della situazione della settimana. L'irruzione ed il nucleo freddo, forzati da un jet stream nord-sud eurocontinentale, spingono verso sud con obiettivo penisola
balcanica ed Egeo. La campana anticiclonica, fiera di massimi di tutto rispetto, si abbandona alla forza della spinta atlantica e si lascia trasportare verso oriente, ad
allontanare ogni minaccia di matrice invernale. Tutto questo consente alla stagione di operare una temporanea accellerata verso atmosfere gradevoli e botticelliane, tuttaltro che
da respingere. Ma la stagione, di mezzo, non lo è certo per caso. Ha da render conto del desiderio invernale di non sparire all'improvviso e ne tiene conto. Al punto che verso la
fine della settimana la configurazione barica di una primavera affermata si vedrà subito rovinare la festa da un ridisegno del getto in tutto e per tutto conforme a riscaldamenti
di alta troposfera in sedi molto settentrionali. La figura centrale mostra i punti critici di streak associati ad un getto che si frammenta e che ridistribuisce, indebolito, la
sua traiettoria in sedi artiche…Un evento del genere prepara il terreno ai freddi propositi nordici continentali, tanto è che subito tenderà ad approfittarne il blocco freddo
russo-siberiano, non più cosi forzato a non curarsi delle zone situate a occidente. La concomitanza di un forcing azzorriano, con la pulsazione di una nuova spinta a cuneo verso
il nord-Europa completerà l'opera, delineando i giorni successivi al 5 Marzo, come giorni di una possibile situazione bloccata a dipolo con afflusso freddo mediterraneo di matrice
orientale. Troppo presto per le certezze, ma è evidente che, dopo i propositi previsionali di lungo termine dei giorni scorsi, tutti protesi verso il ritorno in pompa magna di un
ondulato atlantico, una tale ipotesi ci suggerisce che le incertezze riguardo alle possibilità di ritirate definitive dell'inverno sono davvero tante..
Redazionale del 25 Febbraio 2012:
TUTTO NELLA NORMA PER IL PERIODO..
Di Pierangelo Perelli
Si conferma il trend già indicato nei giorni scorsi, con il ridisegno anticiclonico segnato da una rimonta azzorriana, con il conseguente riassorbimento della configurazione a
dipolo e con la fusione della circolazione mediterranea da parte del nuovo getto settentrionale incipiente. Ma l'afflusso freddo coinvolgerà la ns penisola solo marginalmente, a
fronte di un "atlantico" voglioso di spingere e di riallineare il "getto" lungo i paralleli...
Redazionale del 23 Febbraio 2012:
CENNI DI PRIMAVERA..
Di Pierangelo Perelli
La stagione rientra nei ranghi attenuando anche l'episodio di maltempo del sud-Italia, legato a vortice annidato nelle maglie di un dipole blocking, tuttora in scena, ma in fase
di evoluzione. Le circolazioni mediterranee isolate come questa risultano spesso insidiose e, non infrequentemente, coinvolgono il basso Mediterraneo, con una confluenza di
elementi favorevoli all'innesco di aree intensamente piovose. Il prossimo step meteo che si profila è quello di una rimonta meridiana dell'alta pressione, con conseguente discesa
fredda su Balcani e Adriatico, ma anche con una ingerenza anticiclonica da occidente poco favorevole a possibilità e velleità di tipo invernale. In ogni caso, e saremo intorno
all'inizio della settimana prossima, anche dovesse manifestarsi un certo ritorno dell'aria fredda, si tratterebbe di uno step episodico e transitorio, costretto a lasciare spazio
ad un ritorno regale di un flusso oceanico fatto di ondulazioni pulsanti. Il disegno e la numerazione segnano le fasi descritte, descrivendo una evoluzione che, nella sua
dinamicità ma anche nella sua perfetta normalità, molto ha a che vedere, fisiologicamente, con la incipiente stagione primaverile…
Redazionale del 18 Febbraio 2012:
INDECISIONI STAGIONALI DI FINE FEBBRAIO..
Di Pierangelo Perelli
La depressione mediterranea, in procinto di determinarsi sotto l'influenza di un affondo nord-oceanico, segna il percorso di una evoluzione a cut-off, favorito dall'espletarsi di
un cuneo azzorriano in espansione orizzontale. La storia settimanale della medesima depressione è quella della classica goccia di aria fredda che, isolata dal contesto della
grande circolazione occidentale, stagna per giorni tra il Mediterraneo meridionale e le coste africane, e si muove lentamente in senso retrogrado. Il suo ritorno verso levante,
che sembra poi svolgersi nel medio-lungo termine, racconta di una successiva riduzione continentale dell'alta pressione, con spostamento dei massimi verso occidente e con
inevitabile aggancio o fusione della stessa circolazione nei pressi di Adriatico meridionale e penisola balcanica. A quell'epoca sarà da seguire la ulteriore dinamica dello
stesso anticiclone atlantico, voglioso di elevarsi di latitudine in verticale e di proporre quesiti assai interessanti sugli esiti di un tempo indeciso tra il desiderio di
primavera e quello di richiami freddi tardivi…
Redazionale dell'11 Febbraio 2012:
LA RITIRATA DELL'ORSO SIBERIANO..
Di Pierangelo Perelli
Il prolungato episodio freddo di matrice continentale, figlio di un consistente ponte di Wejikoff sostenuto da un nucleo siberiano dinamico, tenderà gradualmente ad allentare la
presa, a fronte di una riapertura dello spiraglio nord-Atlantico. La figura mostra, nella dinamica schematizzata di un ipotetica isoipsa di confine, l'andamento della settimana
del 13 Febbraio, in cui si nota il ritorno graduale ad una situazione zonale o quasi, passante per una fase intermedia di matrice artico-marittima. Da seguire poi, secondo quanto
prospettano i modelli, la possibilità di un ritorno a progetti freddi di stirpe artica, nel corso della terza decade del mese..
Redazionale del 08 Febbraio 2012:
IL FREDDO NUCLEO SIBERIANO E GLI EFFETTI SULL'ITALIA..
Di Pierangelo Perelli
Il nucleo freddo di origine siberiana prossimo ad investire l'Italia si propone come una recrudescenza del freddo di questo periodo e come un nuovo evento dagli effetti ancora
tutti da scoprire. Desta particolare interesse da molte ore anche perché rimangono da decifrare la sua esatta traiettoria e la sua esatta evoluzione in area mediterranea. I
modelli lo stanno esaminando inquadrandone la storia nel corso del prossimo week-end e descrivendone una evoluzione tanto tipica quanto dal valore didattico. Da venerdi a sabato
lo si nota (colore blu) raggiungere l'Italia ruotando il proprio asse e spostandosi lungo una ristretta traiettoria circolare che coinvolge il nord Italia e subito dopo le regioni
centrali. Si nota, altrettanto, lo sviluppo del minimo al suolo (linee bianche) che segue in perfetta armonia lo spostamento del nucleo in quota e che, contemporaneamente, si
sposta intorno al medesimo in base, evidentemente, allo spostamento della zona di maggior divergenza in quota. Lo ritroviamo inizialmente distante ed a sud del nucleo freddo sui
settori occidentali del Mediterraneo, successivamente in risalita lungo il suo bordo sud-orientale ed orientale, e quindi in parziale colmamento ed in sovrapposizione. Abbiamo,
in pratica, la storia naturale di una rapida maturazione ciclogenetica mediterranea associata a goccia fredda di origine artico-continentale in arrivo sui bacini centro-
occidentali..
Redazionale del 05 Febbraio 2012:
02 FEBBRAIO 2012....LA VITTORIA DEI FREDDISTI...
Di Pierangelo Perelli
Il festival del freddo e della neve continua. La depressione presente a tutte le quote è ancora attiva sull'Italia, ma quello che più interessa è l'evoluzione prevista nel corso
della settimana, associata ad una recrudescenza dell'azione gelida siberiana. Uno spiraglio barico in corrispondenza della Scandinavia consente all'aria artica di infiltrarsi
verso le latitudini della media Europa orientale, e detta azione si svolge in concomitanza di un rinvigorimento azzorriano di tutto rispetto, deciso, ancora una volta, a chiudere
la porta dei mari del nord e dell'Atlantico, con significativa efficacia. La fascia anticiclonica relativa, che unisce azzorre e russo-siberiano, dirige il percorso dell'aria
fredda che arriva dalle freddissime terre siberiane, e trasforma la infiltrazione artica suddetta in un vero proiettile destinato a correre in senso retrogrado. Attualmente il
Mediterraneo è ancora sotto l'influenza di una vasta goccia fredda persistente, che ruota sul posto e che fornisce di ciclogenesi e di correnti umide regioni meridionali ed
Adriatico. Il nocciolo freddo che si profila per la seconda parte della settimana corre velocissimo dall'Europa nord-orientale verso quella centrale e costituisce una minaccia
anche per l'Italia. Giovedi 9 la sua posizione è inquadrabile appena ad est della Danimarca e con una traiettoria che segue un getto antizonale di confine tra l'alta pressione
scandinava e la fascia barica negativa del grande freddo, disposta dalla Russia all'Iberia. La sua vorticità e la sua ciclonicità sono destinate ad investire i paesi centrali e
centro-occidentali del continente, con un passo evolutivo assai rapido. La freccia (vedi figura) consente di individuare nel sud della Francia e nella regione pirenaica le zone
tra gli obiettivi principali e finali del suo percorso e dei suoi effetti. Per l'Italia è da mettere in conto la naturale possibilità che, a meno di una sua fuga subitanea verso
occidente ed a latitudini relativamente alte, in questa posizione si possano attivare condizioni ciclogenetiche per i bacini mediterranei settentrionali occidentali, con un
susseguente peggioramento invernale esteso. Il momento clou può essere inquadrato intorno alla giornata di venerdi 10, quando la disposizione del nucleo freddo, tra le ns regioni
del nord ed i Pirenei, è ipotizzabile in termini di ciclogenesi ligure-tirrenica, ancora una volta favorevole ad un peggioramento invernale con nevicate estese sul centro-nord.
Se si tratterà di una nuova bella "rodanata" lo sapremo nei prossimi giorni. Di sicuro c'è che questo febbraio 2012 non potrà non passare alla storia e non essere inquadrato tra
i periodi più freddi e nevosi che si ricordino…
Redazionale del 02 Febbraio 2012:
02 FEBBRAIO 2012....LA VITTORIA DEI FREDDISTI...
Di Pierangelo Perelli
La vittoria di tutti coloro che, come il sottoscritto, amano la meteorologia dei toni forti e quella delle bufere di neve, degli afflussi artici e siberiani, si realizza sui
contorni di una vasta massa fredda, pilotata da un getto nord-est/sud-ovest, in ansa mediterranea. Il getto nord-est/sud-ovest è maturato su una precedente situazione artica,
meridiana e tragetto del veloce vortice della splendida neve toscana, e non solo, del 31 Gennaio/01 Febbraio. L'episodio ha dato l'avvio ad una fase davvero fredda e siberiana,
che va ulteriormente maturando con l'estensione retrograda, a naso, di un blocco gelido di tutto rispetto, disposto sull'Europa orientale. Detto blocco è un grande vortice,
relativamente stazionario, forzato a proporre un asse di saccatura in spostamento attraverso la parte centrale del continente verso l'Iberia. La sua ritornante in divergenza non
può non essere in grado di sviluppare area o aree cicloniche alle basse latitudini, assai minacciose per la ns penisola. Una colata fredda in zona Baleari è sempre all'origine di
ciclogenesi mediterranea, più o meno mobile e significativa, in grado di interessare l'Italia a partire da ovest. In questo caso la situazione ciclonica e ciclogenetica si
delinea e matura con la compartecipazione di vari elementi: l'azione fredda in quota suddetta, il nastro trasportatore freddo orientale pilotato dall'anticiclone russo-siberiano,
il nastro trasportatore caldo che risale dalla basse latitudini. La convergenza di tali elementi rende ragione dell'approfondimento depressionario descritto e della disposizione
dei fronti, con la linea frontale ondulata in sviluppo e naturalmente allineata alla corrente occidentale delle basse latitudini, e con la lunga linea occlusa stazionaria, e resa
tale perché bloccata a nord proprio dall'anticiclone russo. Detta occlusione, ravvivata dalla interferente massa fredda in quota, ha caratterizzato oggi, con nembostrati/
altostrati (nubi tipiche delle occlusioni e delle situazioni depressionarie mature) i cieli dell'Italia centro-settentrionale, anche con una associata recrudescenza di
precipitazioni nevose, seppur deboli e sparse. L'immediato futuro va interpretato proprio alla luce del descritto afflusso freddo in quota e della ciclogenesi relativa, in
probabile approfondimento e lento spostamento, con moderata risalita, verso levante. Come per dire che per freddisti e nevofili non è finita, anzi…
Redazionale del 31 Gennaio 2012:
SITUAZIONE IDEALE PER LE NEVICATE SULLA TOSCANA..
Di Pierangelo Perelli
La situazione ideale per la neve sulla Toscana e non solo si delinea nella perfetta interazione simbiontica tra un nucleo freddo in quota, disposto tra la Francia meridionale ed
il Golfo Ligure, ed il relativo approfondimento ciclonico centrato sulla Corsica. Secondo lo schema classico della ciclogenesi in maturazione quest'ultimo si dispone a sud-est del
vortice in quota attirando masse d'aria di opposta origine e coadiuvando l'instabilità determinata dall'aria fredda della media troposfera. Non a caso, su queste colline pisane,
si va affermando una precipitazione nevosa destinata ad intensificarsi nel corso della serata e della notte, con la diminuzione barica e con la diminuzione della temperatura da
afflusso freddo e da discesa fredda causata dalla precipitazione stessa...
Redazionale del 30 Gennaio 2012:
TUTTO PROCEDE COME DA PREVISIONE..
Di Pierangelo Perelli
Tutto procede secondo previsione, con la certezza del minimo in transito lungo i bacini occidentali nel breve termine, e con le minori certezze, in termine di sviluppi ciclonici e
di disposizioni bariche, relativamente al secondo e più significativo attacco gelido orientale, previsto nel corso della seconda parte della settimana. Questo secondo attacco e'
costituito da un intenso lago freddo in quota che, con asse disposto nel senso dei paralleli, tende a muoversi da est a ovest, lungo l'Europa centro-occidentale e le ns regioni
settentrionali, per sfociare sin sulle regioni iberiche. Accanto al suo scontato e diretto apporto in instabilità la sua attività ciclogenetica (sviluppo di depressioni lungo la
ritornante) si configura in modo assai ancora incerto, con la possibilità di sviluppi a latitudini relativamente meridionali (vedi ultima emissione ECMWF) ma anche con la
possibilità (vedi ultima emissione GFS) di una significativa, complessa e persistente attività su aree ben più estese, centro-nord incluso...
Redazionale del 28 Gennaio 2012:
IL PATTO GELIDO TRA L'ANTICICLONE DELLE AZZORRE ED IL COLLEGA RUSSO - SIBERIANO
Di Pierangelo Perelli
L'episodio freddo previsto da giorni definisce ulteriormente i contorni con le conferme delle varie proiezioni modellistiche. A dettare le cadenze del tempo della settimna
prossima saranno il grande est ed il grande nord-est continentale, coadiuvati da una collaborativa azione anticiclonica tra le azzorre ed il russo-siberiano. Il fluire di
infiltrazioni artico-marittime verso il Mediterraneo, agganciate dalla suddetta azione, disegnerà una prima fase (31 Gennaio-01/02 Febbraio) associata a minimo depressionario in
rapido transito lungo i settori del ligure-tirrenico. La chiusura a monte sul nord-Europa darà seguito, successivamente, a liberi movimenti retrogradi in grado di far muovere
verso occidente e verso l'Italia un esteso nocciolo freddo in quota, verosimilmente ed inevitabilmente ciclogenetico. La parte settentrionale di detto nucleo potrà rientrare in
fusione zonale alle alte latitudini (vedi emissione ECMWF), ma la parte meridionale non potrà mancare di influenzare il tempo mediterraneo ed italico con persistenti fenomeni a
carattere invernale...
Redazionale del 24 Gennaio 2012:
IL FREDDO SECONDO I MODELLI Ecmwf e Gfs
Di Pierangelo Perelli
I modelli confermano da giorni ipotesi ben fredde per la fine di Gennaio, descrivendo un durevole episodio nord-orientale e perfino ciclonico con estensione ed evoluzione in area
mediterranea. Di particolare interesse sono le ultime emissioni ECMWF e GFS, ancorate ad una azione russo-siberiana in contrasto di fase barica con la corrispondente situazione
in quota. Buon segno questo perché sottolinea la possibilità di spinte fredde sia in quota (dalle alte latitudini dell’europa nord-orientale) che al suolo (dalle zone carpatico-
danubiane). Ed in effetti si nota il travaso di aria molto fredda in quota ad alimentare una infiltrazione nord-atlantica incastonata e destinata a scivolo meridiano. La
metamorfosi della infiltrazione oceanica in nuclei molto freddi di origine continentale si sviluppa in una struttura disposta proprio nel senso dei meridiani e ad occhiale, con
asse generale in rotazione antioraria, sintomo naturale della spinta in retrogressione. La figura depressionaria in quota tende (simboli blu) ad adagiarsi nel senso dei paralleli,
portando il nucleo freddo più settentrionale e più significativo, presente sull’Europa nord-occidentale, verso sud-ovest ad azionare una tipica ritornante ciclogenetica per i
bassi strati (linee bianche). Da qui la possibilità che una depressione in sviluppo in sede iberica possa poi traslare verso levante in un contesto freddo e nevoso… tra conferme
e moderate revisioni o ripensamenti da parte dei due più prestigiosi modelli (stamani GFS rivede, almeno in parte, questo trend ma lo conferma e lo rincara abbondantemente ECMWF)
vediamo se per il gelo e la neve sarà davvero la volta buona...
Redazionale del 22 Gennaio 2012:
FINE GENNAIO NEVOSO SECONDO I MODELLI..
Di Pierangelo Perelli
Fine Gennaio con la possibilità di un peggioramento nevoso sull'Italia (il dove è da stabilire in base alla distribuzione ed al movimento degli eventuali minimi)...almeno secondo
i modelli che questa mattina mostrano un nucleo freddo in quota distribuito tra Tirreno e settentrione con ciclogenesi al sud e con distribuzione convergente del wind shear..
Redazionale del 19 Gennaio 2012:
LUNGO TERMINE: IPOTESI DIPOLE BLOCKING
Di Pierangelo Perelli
GFS continua a propinare ipotesi fredde per la fine del mese e l'inizio di Febbraio, trasformando, almeno in parte nel tempo, il tipo di configurazione a tali ipotesi associata.
Tramontata l'idea iniziale di una disegno simil Wejkoff ci indica, ora, sempre al seguito di una situazione nord-oceanica di chiusura, il tipico profilo con stop azzorriano alle
alte latitudini e con nucleo HP scandinavo. Il blocco, in questo caso, si configura, come "dipole", in conseguenza di un cellula disposta sulla Scandinavia o tra la Scandinavia e
le Isole Britanniche e di una fascia depressionaria stazionaria estesa lungo i paralleli, tra l'est europeo e l'Iberia. L'ipotesi fornisce uno scenario mediterraneo assai
interessante, visti il naturale apporto freddo a tutte le quote da oriente e la contemporanea infiltrazione atlantica alle basse latitudini (confluenza di nastri trasportatori di
opposta origine)
Redazionale del 15 Gennaio 2012:
SIMIL WEIJKOFF A FINE MESE?
Di Pierangelo Perelli
Da qualche tempo i modelli si fronteggiano nel disegnare scenari a tratti assai invernali nel corso della terza decade. In realtà poco, per il momento, si è veramente affermato
come credibile o veritiero giacché non troppo confermato o non ammesso in modo generale. Il rialzo di un’onda azzorriana fino alle latitudini della Groenlandia e dell’Islanda, ad
inizio terza decade, rimane peraltro un punto abbastanza fermo a cui associare l’eventualità di un affondo freddo, dagli obiettivi, però, ancora molto indecifrabili. Le ultime
proiezioni lo danno abbastanza spostato ad est, perché fronteggiato da un’alta pressione sempre piuttosto invadente e fin troppo sensibile all’azione zonale. Ma se il disegno più
probabile, indicato questa mattina dalle analisi, risulta il classico affondo che interessa la penisola balcanica e, solo in parte, l’Italia, una possibilità, caldeggiata da GFS,
è quella che detto evento possa combinarsi, nei giorni, con un rialzo barico ad est, e con una compartecipazione temporanea del semitermico o semidinamico russo-siberiano, in un
contesto simil Weijkoff. Un contesto questo magari in grado di diventare motivo di contrasti termici e di precipitazioni nevose al nord e a bassa quota con l’avanzare successivo
di masse d’aria umide oceaniche…
Redazionale del 12 Gennaio 2012:
IL VERO INVERNO SI SVEGLIA DURANTE LA TERZA DECADE DI GENNAIO?
Di Pierangelo Perelli
Analisi del modello ECMWF:
La prova invernale di metà mese rimane un tentativo, reso tale da una dinamica che tiene parzialmente separati l’infiltrazione atlantica destinata a cut-off e il vortice freddo
dell’est. Quest’ultimo, parzialmente isolato, ruota in senso antiorario, ma con i suoi tentacoli è destinato solo a lambire la nostra penisola dei settori di levante e a rimanere
nei suoi territori (figura a sinistra che simboleggia la situazione di metà mese). Più interessante lo sconvolgimento proposto per l’inizio della terza decade, scatenato da una
azione anticiclonica atlantica a muro, senz’altro più significativa, ed in grado di combinare i suoi effetti con quelli di una rialzo barico da moderato stratwarming artico. Una
fenomenologia generale che non ha nulla a che vedere con un vero e proprio blocco ma che può essere sufficiente a garantire il determinarsi di un vasto vortice freddo artico-
continentale in affondo, attivo ed associato ad assi di saccatura sotto forma di impulsi in rotazione antioraria (figura a destra che simboleggia la situazione del giorno 20).
Redazionale del 08 Gennaio 2012:
COLPI DI SCENA E PIATTA NORMALITA' ASSOLUTA A CONFRONTO..
Di Pierangelo Perelli
L'emissione ECMWF di questa mattina presenta l'ipotesi di un drastico cambio di rotta individuabile intorno alla metà del mese, anticipando le previsioni di un rialzo a barriera
dell'azzorriano. La figura a sinistra testimonia questo disegno, associato ad una depressione atlantica di chiusura che fa da richiamo alla libera intraprendenza retrogressiva
della depressione fredda eurocontinentale dell'est. Davvero interessante questa ipotesi, non slegata dalla possibilità di ciclogenesi mediterranea ad impronta assai invernale e
fredda. Molto cauta e piatta, viceversa, l'emissione GFS che, secondo quanto disegnato nella figura a destra, non evidenzia la stessa barriera azzorriana e non contempla affatto
l'eventualità che il Mediterraneo possa entrare nell'influenza del lago freddo eurocontinentale...la partita è aperta...
Redazionale del 06 Gennaio 2012:
IL BLOCCO DALLA TERZA DECADE?
Di Pierangelo Perelli
Le irruzioni che lambiscono ad est il Mediterraneo, trainate da una veloce corrente nord-occidentale, saranno gradualmente sostituite dall'alta pressione e, quindi, da uno zonale
insistente. Segni di un apprezzabile streak sud-ovest nord-ovest in Atlantico, con i presupposti per lo sviluppo di relativo blocco, solo ad inizio terza decade...
Redazionale del 06 Gennaio 2012:
IL GRANDE INVERNO DOPO LA SECONDA DECADE DEL MESE??
Di Pierangelo Perelli
la sferzata artica che lambisce ad est il Mediterraneo e che corre velocissima sotto il forcing dinamico di una corrente di alta quota nord-occidentale non consente di associare
questo inizio dell'anno a fatti invernali degni di nota...peggio ancora, dopo il successivo impulso, già programmato a 48-72 ore, il fronte polare rientrerà, pigro fino all'
eccesso, nel dominio assoluto di una Coriolis davvero superlativa e sovrastante rispetto alle forze dettate dagli squilibri termici...l'appiattimento ci tragheterrà fino alla
fine della seconda decade del mese, quando, i segni di un forte Streak in Atlantico, orientato da sud-sud-ovest a nord-nord-est, faranno pensare alla possibilità di un blocco,
tutto da analizzare rispetto alla possibilità di una frenata dello zonale e di un ingresso eurocontinentale del grande inverno...
la figura, che delinea il Jet Stream (GFS), del giorno 22 Gennaio, mostra le prove di un blocco azzorriano in oceano...
Redazionale del 04 Gennaio 2012:
SEGNALI DI INVERNO ASSAI FLEBILI...
Di Pierangelo Perelli
Il trend di questo inizio d'anno è caratterizzato da una ondulazione di Rossby che vede, in contraltare ad una onda negativa sull'Atlantico ovest, un'onda positiva a ridosso
dell'Europa occidentale, in parte vogliosa di estendere ulteriormente il suo promontorio e di ampliarsi, ed in parte fin troppo suscettibile all'azione del teso jet stream.
L'impulso dei giorni successivi all'Epifania ci racconta di un fatto moderatamente più consistente, quanto meno in grado di produrre estesa vorticità sull'Europa orientale e,
dunque, di determinare su queste zone, esteso e quasi stazionario lago freddo. Ma gli stessi giorni ci presentano anche la spinta dinamica azzorriana, sempre presente e assai
stucchevole, che tenta di scongiurare ogni tentativo di aggressione fredda verso ovest. Ecco allora , dopo una fase fredda, ma senza eccessi, di qualche giorno, riprendere quota
un contesto che vede l'estensione delle Azzorre verso levante e la lingua depressionaria legata all'azione orientale, confinarsi molto a latitudini meridionali....
Redazionale del 01 Gennaio 2012:
SEGNALI DI VERO INVERNO...
Di Pierangelo Perelli
Qualcosa comincia a muoversi nella testa del vero inverno e l'espansione dell'anticiclone della Azzorre, in una veste piuttosto dinamica e consistente, piloterà alcuni impulsi
polari verso sud e verso il Mediterraneo centro-orientale. Entro la prima decade del mese, dopo l'irruzione dell'Epifania, destinata principalmente ai settori orientali ma
associata a raffreddamento generalizzato, un altro impulso immediatamente successivo, forse più consistente, muoverà con la stessa direzione, ma muoverà con credenziali maggiori
nell'essere in grado di delinare una configurazione meno mobile e caratterizzata da esteso vortice sull'Europa orientale. Da qui la possibilità anche di qualche evoluzione
retrogressiva...
Raccolta Editoriali Di ROBERTO FADALTI - Ottobre - Novembre - Dicembre 2011
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